Impianti a olio vegetale, sono sempre parte della cogenerazione, in quanto il risultato è energia elettrica e calore.
Sono impianti che ovviamente si possono adattare ad aziende piuttosto grandi, all'interno delle quali, non sia ad esempio proponibile un'alternativa tipo fotovoltaico, che darebbe come risultato solo l'energia elettrica, possiamo pensare ad esempio a delle aziende di produzione (necessitano certamente di calore per il personale o di raffreddamento per i macchinari), aziende che lavorino marmi e che dunque abbiano considerevoli spese in energia, anche se spesso con spazi non sfruttabili perchè la lavorazione avviene spesso all'aperto, ma al tempo stesso necessitano di calore e freddo per talune zone operative. Similmente, un impianto di questo tipo, potrebbe essere adatto ad una clinica o un grande albergo, per via dei costi di gestione.
La differenza sostanziale con altre forme di energia, è che questa non è assolutamente a costo 0, in particolare, per chi pensa di poter alimentare un impianto del genere con oli di semi vari o girasole ecc.... c'è da considerare che i costi sono davvero troppo alti qui in Italia, pertanto, nel 70-80% dei casi, si opta (quando ovviamente non ci sia una produzione da parte dell'azienda stessa) per oli di palma, molto più economici e facilmente reperibili.
Non sfruttando un prodotto di zona (ma anche italiano per intenderci) purtroppo, non rientra tra gli impianti maggiormente incentivati come energia rinnovabile (non si parla di biomassa a meno che non si stia utilizzando un prodotto locale in questo caso), pur tuttavia, per i costi/benefici che si traggono da impianti di questo tipo, spesso conviene in modo particolare impiantare macchinari che possano sfruttare questi carburanti.
Qualora si possa accedere ai certificati verdi, la cosa diventa spesso fin troppo interessante, in quanto, la vendita di energia in eccedenza, concede a chi si avvale di questo impianto un ulteriore incentivo che si concretizza in un vantaggio economico di discrete misure.
Ad oggi il valore dei certificati verdi è in crollo miserrimo, esistendo un mercato dell'energia e uno per i certificati verdi stessi, pertanto il valore di 120 € circa fissato per quest'anno, considerata la sempre maggiore crescita del mercato delle rinnovabili e la sempre minore richiesta, si traduce in un abbassamento delle tariffe stesse, in termini del 30-35%, pur tuttavia, per impianti inferiori a 1 Mwh esiste una tariffa . |