Gli impianti a Biogas sono prodotti della cogenerazione, termine, con il quale si indica la produzione contemporanea di energie secondarie, provenienti da un'unica fonte, in pratica è un gas ad altissima percentuale di metano, contenuto in massima parte in feci animali, ma generato anche all'interno delle discariche come prodotto del deperimento organico.
Chiediamo scusa a quanti, da esperti, resteranno delusi da cio' che leggeranno, ma il nostro obiettivo è quello di rendere comprensibili a tutti, termini e tecnologie, che ad oggi non sono comunemente conosciuti.
Impianti di Biogas, non sono così diffusi in Italia, tuttavia, si pongono certamente come un importantissima risorsa per aziende di certe dimensioni, che allevino animali, proprio per via dell'altissima percentuale di metano prodotto dalle feci animali.
il principio di base, è che le feci ed alcuni alimenti (in particolare mais e tritticale) con cui questi animali vengono alimentati, producono gas (tramite un processo di riscaldamento che ne agevola e accellera la decomposizione organica), pertanto, aiutando la fermentazione e dunque la produzione di gas, da questi, si ottiene una certa percentuale di gas, che viene poi utilizzato in un apposito motore per creare energia elettrica e calore.
Posto che enunciare un principio di base non significa spiegare i cardini di un'opera ingegnieristica, è ovvio che le cose non sono semplici come appaiono, in particolare, per creare una notevole dose di elettricità e calore (sottolineaiamo che le aziende cui un impianto di questo tipo può adattarsi, sono quelle che oltre ad avere notevoli quantità di animali, abbiano anche alcuni ettari di terreno, ove spargere i digestati e, non ultimo, che abbiano possibilità di esporsi economicamente, giacchè l'investimento non è comunque irrisorio, pur se completamente finanziabile tramite apposite convenzioni.
Giusto a titolo di esempio e, per meglio spiegare di cosa si stia parlando:
1000 capi bufalini + 80 ettari di terreno suddivisi in 60 mais e 20 tritticale, possono dare come risultato, un impianto di circa 500 kw di potenza e, considerando che avremo in uscita una potenza che sarà espressa sotto forma di elettricità e calore il prodotto finale diventa molto interessante. Senza considerare la parte consistente in calore, che potrebbe essere assorbita interamente dall'azienda (magari trasformata in freddo per condizionamento o raffreddamento di alcuni locali) e, considerando solo la quantità di energai elettrica prodotta avremo un utile di circa 800.000 € da cui poi ovviamente dovremo scremare i costi per la gestione del personale o la coltivazione dei prodotti ecc...
C'è da notare che l'ultima finanziaria (2008) aumenta da 265 € per Mwh prodotto (comprensivo ovviamente di certificati verdi e vendita energia, ma da considerarsi orientativi inq uanto il prezzo dei CV è sempre variabile a seconda del mercato, che in questo momento è in netto calo) a 300 € per Mwh prodotto, dai vecchi 12 anni agli attuali 15, ma solo per impianti che non superino la potenza di 1 Mw.
Inoltre, se l'azienda che installa un impianto simile, è agricola, il suo reddito proveniente dalla vendita di energia, è assimilato al reddito di impresa, dunque quasi nullo se si considera che la tassazione viaggia su una base dell'8%.
C'è da sottolineare ancora, che come accennato nella prima parte, il biogas può provenire anche da una discarica e spesso anzi, in quantità considerevoli. Il recupero di biogas proveniente da discariche è certo conveniente, ma al tempo stesso presenta problematiche considerevoli: non scordiamo che il biogas viene sempre e comunque da un trattamento di rifiuti organici, pertanto, il prodotto finale sarà comunque da smaltire in apposite discariche, per quanto depurato. |